Torno a pubblicare un racconto della catena, dopo questo lungo silenzio. Si ricollega al racconto di Prisca, Friabile, mediante la frase "ricordo mai esistito".
Vi anticipo che questo brano era nato come un "racconto di S.Valentino", sdolcinato e leggero, poi il 14 febbraio è passato, tra una cosa e l'altra, così la storia si è complicata. Insomma, non è sempre Natale. (che genio - direte voi - se è S. Valentino non è Natale!)
Non avevo mai scritto nulla di "rosa", il nostro gioco mi è sembrato una buona occasione.
Ambientazione: molo
Incipit: Immerso
nei suoi pensieri – tradotto liberamente da “Left
to my own devices”
Parole da utilizzare: sfuocato, nauseabondo, naftalina e cascata.
Caramello,
di
Elio Brunetti
Immerso
nei suoi pensieri, con lo sguardo perso da qualche parte oltre
l'orizzonte, Simone inspirava masochisticamente, saturandosi di
gasolio, o perlomeno così gli pareva. In altri giorni avrebbe
sentito la brezza salmastra, scrutando le onde avrebbe respirato
quell'aria ricca di iodio un po' come un bambino mangia un gelato al
parco d'estate; e invece no, al posto delle navi di sempre, maestose
e libere, c'erano quegli ammassi di latta da quattro soldi, messi lì
a dondolare davanti a lui per deturpargli il panorama mentre il
bunker oil, sospinto verso la riva dal vento, lo intossicava con le
sue esalazioni. Ora più che mai, odiava sé stesso per conoscere
quello stupido termine, ce l'aveva a morte con tutti i carburanti e
coi loro mille nomi ridicoli, assurdi almeno quanto la pretesa di
farli sembrare diversi, ed era fermamente convinto di aver fatto una
pessima scelta decidendo di passare il pomeriggio al molo. La
caramella che aveva in bocca era divenuta una pallina di naftalina,
la sputò in acqua e la osservò affondare.